news

Morbo di Alzheimer: ricerca italiana fa sperare per la cura della malattia

Una nuova ricerca italiana rivoluziona gli studi sul morbo di Alzheimer. La malattia sarebbe legata alla dopamina. Una scoperta che potrebbe portare alla creazione di cure più efficaci in futuro.

Una scoperta italiana potrebbe rivoluzionare gli studi e le cure per il morbo di Alzheimer. La ricerca lega la perdita di memoria alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore collegato ai disturbi dell’umore. Grazie alla scoperta, potrebbero nascere farmaci più efficaci nella lotta alla malattia che colpisce più di mezzo milione di persone, soprattutto oltre i sessant’anni.

Morbo di Alzheimer: i numeri nel mondo

I dati sulla diffusione del morbo di Alzheimer sono forniti dall’Alzheimer’s disease International, federazione legata all’Organizzazione mondiale della Sanità. La malattia colpisce ben 47 milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, la cifra è destinata a salire e toccherà i 76 milioni di casi entro il 2050. Di fronte a questi numeri, gli scienziati di tutto il mondo sono uniti per cercare delle soluzioni. Il primo step da risolvere è scoprire quali sono le origini della malattia. Ed è qui che lo studio italiano apre degli orizzonti interessanti.

Morbo di Alzheimer: lo studio italiano

La ricerca è frutto di uno studio congiunto tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Ircss Santa Lucia. Il team guidato da Marcello D’Amelio ha scoperto una relazione tra la morte dei neuroni dell’area tegmentale ventrale (quella nella quale si produce la dopamina) e il cattivo funzionamento dell’ippocampo che determina la perdita dei ricordi, una delle conseguenze più gravi del morbo di Alzheimer.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications, una delle riviste più accreditate nel mondo scientifico.

Secondo i ricercatori, “la perdita di memoria e la depressione sono due facce della stessa medaglia nell’Alzheimer”, in quanto strettamente correlate fra loro. Tra i pazienti affetti dal morbo, sono spesso stati evidenziati forti cambiamenti di umore. Con la scoperta italiana questo nesso è confermato: tali disturbi sono correlati all’insorgere della patologia.

Ripristinando il livello di dopamina attraverso alcune terapie mirate, tra cui l’uso di L-Dopa, un amminoacido precursore della dopamina, sarebbe possibile recuperare ricordi e motivazione.

Morbo di Alzheimer: la cura è ancora lontana
Anche se una cura al morbo di Alzheimer è ancora lontana, la ricerca italiana apre orizzonti molto interessanti. I nuovi studi nel campo potranno ora concentrarsi su un campo specifico. Trovare soluzioni per evitare la morte dei neuroni della dopamina e concentrare gli studi sull’area tegmentale ventrale. È lì che potrebbero essere “nascoste” le origini della malattia.

fonte: https://www.ambientebio.it/salute/morbo-di-alzheimer-ricerca-italiana-cura/?fbclid=IwAR3siq4BdfCoMQUXVzIIu_C05jRqJeCgfySAV6XvW5qh3GeK4LdH4p0seok

Legge 104, in arrivo circolare Inps per l’assegno da 1900 euro

Se ne era già parlato qualche tempo fa ma ora il bonus da 1900 euro per chi assiste familiari disabili con la legge 104 pare essere vicino a un punto di svolta. È stata infatti annunciata una circolare Inps che delineerà la forma dell’assegno, i destinatari e le modalità di richiesta di una delle misure inserite nel Testo Unico in materia di caregiver familiari.

COS’È – Il bonus assistenza familiari rientra nel pacchetto di misure previste in favore di coloro che assistono un proprio familiare con disabilità, più tecnicamente noti come “caregivers”. Il bonus, di importo pari ad euro 1.900 è riservato a chi presta assistenza ad un proprio familiare disabile di età pari o superiore agli 80 anni, entro il terzo grado di parentela.

CHI NE HA DIRITTO – Ad averne diritto saranno:

  • i caregiver che forniscono assistenza a un familiare disabile, di età pari o superiore a 80 anni, entro il terzo grado di parentela;
  • i caregiver che possiedono lo stato di famiglia contenente il nome del familiare assistito e Isee 2018;
  • i caregiver senza reddito o con reddito Isee inferiore a euro 25mila annui, per fruire del bonus in forma di detrazione fiscale;
  • i caregiver privi di reddito o totalmente o parzialmente incapienti, per fruire del bonus come contributo in soldi erogato dall’Istituto di previdenza sociale.

COME VIENE EROGATO – Può essere erogato in due modalità differenti:

  • sotto forma di detrazione fiscale, per coloro che assistono un familiare disabile ottantenne entro il terzo grado di parentela, a condizione che sia senza reddito o abbia un reddito Isee inferiore ad euro 25mila all’anno. L’erogazione, in questo modo, comporta una riduzione dell’Irpef pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza, fino ad un massimo di 10mila euro annui. Per l’ottenimento del bonus, il caregiver è tenuto a presentare ed a conservare lo stato di famiglia contenente il nominativi dell’assistito, nonché l’Isee;
  • sotto forma di contributo monetario erogato dall’Inps, avente durata di 1 anno.

Leggi anche:
Legge 104: permessi in ferie e in chiusura aziendale
Legge 104, licenziamento per chi abusa dei permessi
Legge 104, ecco quando si rischia la sospesione per abuso

tratto da: https://quifinanza.it/lavoro/legge-104-in-arrivo-circolare-inps-per-assegno-da-1900-euro/215203/?ref=libero

Lavoro, allarme badanti in nero: sono un milione

L’Italia è un Paese destinato ad invecchiare sempre di più, con una richiesta di servizi inarrestabile e spesso non al passo di quanto investe la pubblica amministrazione. Ma non solo. Solo una famiglia su cinque che ha in casa una persona con limitazioni funzionali usufruisce di servizi pubblici a domicilio. Oltre il 70% non fa affidamento ad alcun aiuto, né pubblico né privato. È allarmante, a tal proposito, il dato dei lavoratori fantasma, con un milione di badanti a nero. È il quadro che emerge dall’analisi dei dati diffusi da Confcooperative Federsolidarietà durante l’assemblea di oggi a Roma. «Siamo pronti al dialogo con il nuovo governo», spiega il neopresidente dell’associazione, Stefano Granata.

La spesa dei Comuni per il welfare è aumentata del 20,7% in 10 anni «ma non basta», spiega Confcooperative. Nel 2015 la spesa dei Comuni per il welfare è stata di circa 7 miliardi di euro, lo 0,42% del Pil nazionale. Dal 2013 al 2015 la spesa media annuale nazionale procapite è rimasta invariata a 114 euro.

Occupati in crescita del 480% in 20 anni
Gli occupati nelle imprese aderenti a Confcooperative Federsolidarietà sono 229mila, il 56% del totale dei lavoratori nelle cooperative sociali italiane: 7 su 10 sono donne. In 20 anni l’incremento è stato del 480%. Nelle cooperative sociali di tipo B (finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) i lavoratori che rientrano in una delle categorie svantaggiate sono 18mila. Tra gli occupati 8 su 100 provengono da un Paese extra Ue.

7 occupati su 10 sono donne
È rosa il motore della cooperazione sociale. Nel 60% delle cooperative sociali aderenti la maggioranza assoluta dei soci è al femminile. Le cooperative sociali rosa realizzano il 73% del fatturato complessivo generando il 76% degli occupati. Più la cooperative sociale è grande e più è rosa, nelle aderenti di grandi dimensioni 9 occupati su 10 lavorano in imprese a maggioranza femminile.
Il fatturato aggregato delle aderenti nel 2017 è stato di 7,2 mld, più della metà, il 51% di tutta la cooperazione sociale italiana.

Giro di affari maggiore nelle cooperative medie
Le micro e piccole cooperative sono di più, ma a fare i numeri maggiori sono quelle medie. Tra le aderenti a Federsolidarietà il 44% sono micro, il 38% piccole, solo il 2,4% è di grandi dimensioni. Nelle medie rientra il 16%, ma è da queste che viene il 40% del fatturato e il 42% occupati.

Primato al Nord, ma a crescere di più è il Sud
Con 1.160 imprese aderenti la Lombardia consolida il suo primato tra le regioni. Seguono la Sicilia (769), l’Emilia Romagna (502), il Veneto (480) e la Puglia (462). Oltre la metà delle cooperative sociali aderenti è attiva nelle regioni settentrionali, in particolare il 30% nel Nord Ovest e il 22% nel Nord Est. Se lo stock è a Nord l’analisi dei flussi mostra invece, nel periodo 2007-2017, una maggiore vitalità nelle regioni meridionali. Nel decennio in Sicilia sono cresciute del 73%, in Puglia del 54%. Le regioni con il segno meno sono tutte al centro: Lazio -19%, Abruzzo -12%, Toscana -11 e Marche -8%.

 

tratto da: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2018-06-05/lavoro-allarme-badanti-nero-sono-milione-111513.shtml?uuid=AEXyTe0E&refresh_ce=1

Benvenuti nel servizio whatsapp di Adiura. Per poterci contattare inserisca il nostro numero 327.5308775 tra i suoi contatti di whatsapp e automaticamente potrà inviarci tutte notifiche che desidera anche tramite il sito o la webapp.
Powered by