Assistenza ospedaliera

lavoro badante a RavennaIl progetto lavoro badante Ravenna rappresenta una opportunità per le badanti Ravenna; Adiura interviene direttamente sugli anziani non più autonomi nella cura della propria persona, sia in ospedale che presso il proprio domicilio.

Quando l’anziano non è più autonomo nella cura di sé e/o non è più in grado di occuparsi da solo degli spazi domestici, la casa diventa quasi un prolungamento del suo corpo.

A causa dell’invecchiamento, l’anziano vive al rovescio ciò che aveva vissuto da bambino: da un allargamento sempre maggiore dello spazio ad un suo progressivo restringimento, ci sono anziani che non hanno un orizzonte diverso dalle pareti domestiche. Questa situazione rappresenta un potenziale lavoro badante Ravenna.

Salvo eccezioni, spazi e tempi delle badanti coincidono specularmente con quelle degli assistiti. Il luogo è il medesimo e ricalca il perimetro dell’abitazione e ciò che lo prolunga nelle immediate pertinenze; i tempi sono quelli del vivere quotidiano, sostanzialmente assoggettati ai ritmi di vita e alle necessità fisiologiche e relazionali dell’anziano. La badante occupa una casa non sua e vive tempi non suoi, dettati dal padrone di casa.

Anziani e badanti Ravenna si trovano a vivere in dimensioni diverse anche se parallele; per gli anziani è lo spazio interno della casa ad essere messo a rischio dall’arrivo di una badante… sono turbati ed infastiditi dall’ingresso in “casa loro” di un’estranea che porta cambiamenti e nuove abitudini… anche le minime cose acquistano una grande importanza.

Le badanti emigrando lasciano la loro casa e uno stile di vita diverso e hanno bisogno di tempo per adattarsi al nuovo ambiente.
Nel caso della badante convivente la nuova casa rappresenta contemporaneamente una sicurezza, e una totale identificazione tra luogo di lavoro e casa, con una riduzione del proprio spazio privato e difficoltà a separare il tempo di lavoro e di riposo.
Spesso la badante ha la sensazione che il suo lavoro abbia una durata ininterrotta: i tempi di una persona anziana o in stato di sofferenza non rispettano orari rigidi, un riposo notturno a volte frammentato o ridotto.

Cosa possiamo tenere presente.

Lo spazio della casa non è solo un luogo dove sopravvivere, ma è il luogo privilegiato dove curare le relazioni: suggeriamo alla badante di facilitare l’incontro con i vicini e gli amici dell’anziano.
Lo spazio di vita della badante deve poter essere personalizzato con ciò che desidera (foto, oggetti).
Il tempo non può essere occupato solo per rispondere ai bisogni primari, ma può essere un tempo dedicato ad attività per il benessere (massaggi, cura capelli) e per mantenere attiva la mente (lettura dei giornali, ascolto della musica, ecc.).
Tempo e spazio nella casa devono essere in parte condivisi (cucinare insieme, pregare insieme, ecc.) e in parte separati, dove ciascuno può ritrovare la propria intimità.
Lo spazio e il tempo che anziano e badante vivono insieme deve salvaguardare le consuetudini familiari che favoriscono il mantenimento dei legami: pranzo domenicale ecc.
Nella vita quotidiana, possono esserci imprevisti di carattere pratico, come la rottura della lavatrice, della tv, il malfunzionamento di un ausilio dell’anziano (girello, carrozzina, ecc.).
In questi casi dobbiamo prevedere, prima che succeda, chi decide sul da farsi: sarà l’anziano che telefonerà al tecnico o dovrà farlo il familiare? oppure la badante ha l’autonomia nel risolvere l’imprevisto?