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Le badanti in nero rischiano la galera

Aumentano i problemi con le badanti in nero che rischiano la galera.

Con il nuovo decreto del 22 Marzo del 2020 non vi è nessuna limitazione per chi svolge il lavoro di badante o baby sitter facendo parte delle attività essenziali.

Il Coronavirus per le badanti, colf e baby sitter che lavorano in nero diventa un rischio per l’autodenuncia negli spostamenti.

Con il sempre più crescente numero di controlli che vengono eseguiti nelle strade dalle forze dell’ordine, lavorare in nero sarà molto più difficile e pericoloso in quanto si rischia un’ammenda e perfino un’ammenda.

Sia che tu lavori in nero o in regola non cambia nulla, l’ultimo decreto del governo ha stabilito che chiunque si muove da casa per motivi lavorativi deve fornire l’autocertificazione indicando il luogo in cui dovrà svolgere la propria attività lavorativa.

Ecco perchè, nel caso di lavoratori domestici bisogna dimostrare di essere dei dipendenti o avere un contratto di lavoro in regola per potersi spostare.

Sono quasi 4 milioni i lavoratori che per il fisco sono dei “fantasmi” e che adesso rischiano veramente molto. Con il nuovo decreto tutte queste persone che non possono dimostrare con l’autocertificazione (se non mentendo) di muoversi per motivi di lavoro rischiano in base a gli articoli 495 483 del codice penale la reclusione fino a 6 anni.

Il principio è quello delle false dichiarazioni e dell’attentato alla salute pubblica se il soggetto in questione doveva rimanere in quarantena oltre a incorrere in sanzioni amministrative per il lavoro in nero.

NASPI 2020 E ANTICIPO PER NUOVA ATTIVITA’

NASPI 2020 E ANTICIPO PER NUOVA ATTIVITA’

I lavoratori disoccupati che hanno maturato il diritto all’indennità di disoccupazione Naspi, possono contare su una nuova forma di sostegno. Infatti, per chi ha intenzione di aprire una nuova attività con partita Iva o di avviare una start up, si profila la possibilità di richiedere in un’unica soluzione le mensilità spettanti a titolo di assicurazione sociale per l’impiego.
Ma vediamo nel dettaglio.
Innanzitutto, la NASPI, ovvero Nuova prestazione sociale per l’impiego, è lo strumento previsto a tutela del reddito dei lavoratori che involontariamente sono rimasti senza occupazione.
Nello specifico ecco i requisiti con i quali si può accedere a tele indennità:
Stato di disoccupazione involontaria: licenziamento, dimissioni per giusta causa o durante la maternità e tutti i casi di cessazione consensuale del rapporto di lavoro;
Requisito contributivo: aver maturato, nei quattro anni precedenti il licenziamento, almeno 13 settimane di contribuzione previdenziale;
Requisito lavorativo: aver raggiunto, nei dodici mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, almeno 30 giorni di effettive giornate lavorate.
Quanto, invece, all’importo della Naspi, esso si calcola sommando tutte le retribuzioni mensili utili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, dividendo, poi, la somma di queste per le settimane lavorate e moltiplicare il quoziente così ottenuto per il coefficiente di 4.33.
Se la mensilità risultante da tale calcolo è inferiore o pari all’importo del minimale stabilito dall’Inps (previsto, per l’anno in corso, in € 1227,55) la mensilità sarà pari al 75% di tale importo. A tutto ciò si aggiunga che l’importo massimo mensile previsto per l’anno 2020 è pari ad € 1335,40.
La durata della disoccupazione varia in base alla storia contributiva di ogni soggetto: è corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, fino ad un massimo di 24 mesi.

NASPI E NUOVA ATTIVITA’
Torniamo, ora, al tema di questo articolo: la possibilità di investire la Naspi nell’apertura di nuove attività.
Infatti, per i lavoratori, che percepiscano già l’indennità Naspi o per coloro che abbiano i requisiti per richiederla, è prevista la possibilità di fare istanza affinché la stessa venga loro corrisposta in un’unica soluzione, al fine di poter avviare una nuova attività di lavoro autonomo, aprire un’impresa individuale o anche per sottoscrivere una quota di capitale sociale in una cooperativa.
Naturalmente, anche questa nuova soluzione è soggetta a dei requisiti minimi di sussistenza. Vediamo quali.
La domanda per la liquidazione anticipata deve essere presentata in via telematica entro 30 giorni dall’apertura della nuova attività o, se questa è precedente, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda per la Naspi. Per quanto riguarda la somma che verrà liquidata in un’unica soluzione, essa è pari alla somma delle mensilità di NASPI che il lavoratore deve ancora percepire.
Il lavoratore, che nei due anni successivi all’apertura della nuova attività, dovesse venir assunto con contratto di lavoro subordinato, perde automaticamente il diritto al sussidio e, pertanto, sarà costretto a restituire in toto la somma percepita.

Infine, si tenga presente che mentre la corresponsione della Naspi mensilmente dà diritto alla contribuzione figurativa, l’erogazione in un’unica soluzione non dà diritto a questa contribuzione. Inoltre sull’indennità di disoccupazione in unica soluzione non può essere richiesto l’assegno al nucleo familiare (ANF). L’importo è inoltre sottoposto a tassazione IRPEF ordinaria.

Josè Dalì a Vercelli annullato

In riferimento all’evento inaugurale a Vercelli di José Dalì del 27 febbraio, con la presente si comunica che in riferimento all’ordinanza firmata per il Piemonte, per evitare la diffusione del coronavirus si è posta la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, chiuso o aperto al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva e religiosa.

Per tale motivo l’evento è stato spostato in data da definirsi.

Adiura, l’homecare a misura di famiglia si espande in Italia

L’idea imprenditoriale è partita da un’esperienza personale. “Confrontandoci con medici, parenti e amici – racconta Stefano Gismondi – io e mio fratello Guido abbiamo notato che mancava a Ravenna un supporto capillare nel campo dell’homecare nonostante nella zona in cui viviamo l’assistenza domiciliare pubblica sia ottima rispetto alla media nazionale. Ci siamo resi conto che serviva qualcosa di integrativo, sia a livello sanitario che assistenziale. L’esperienza personale vissuta in famiglia ci ha spinto a cambiare settore e a passare dall’attività produttiva nel campo dell’abbigliamento alla fornitura di servizi integrativi sia a livello sanitario che assistenziale”.

Il Progetto

Così ha preso corpo Adiura.  Un modello di business dai risvolti etici e sociali che rappresentano la prima esperienza privata “Made in Romagna” del settore e che in pochi anni ha trasformato la startup in azienda matura, tanto che oggi la società fondata nel 2008 e operante nel campo dell’assistenza e dei servizi alla persona, anziani,  malati. disabili, è cresciuta ampliandosi in cinque regioni con il progetto franchising.

“L’obiettivo iniziale era già quello di non limitarsi al Ravennate ma di cercare di espandere format e servizio – spiega il responsabile commerciale dell’agenzia-. Così dopo una fase di studio di un anno e mezzo abbiamo optato per questa formula che alcuni competitor avevano già avviato. E ora, dopo i centro di Ravenna, Cagliari, Vicenza e Lavagna in Liguria, si sono aggiunti anche quelli di Arezzo , Ferrara, Bologna, Cesena, Forlì, San Lazzaro di Savena, Castiglione delle Stiviere, Gaiarine, Torino, Rimini. L’intento adesso – spiega Stefano Gismondi – è quello di aprire una decina di centri l’anno”.

La mission

Anche perchè in una società che invecchia sempre più, il mercato dell’assistenza è quanto mai richiesto. “Ahimè l’aumento dell’età media è un dato numerico e di fatto che non va di pari passo con la qualità della vit” commente Gismondi. E Adiura opera per cercare di innalzare quel livello offrendo standard di servizio elevati e garanzie per assistiti, familiari e il personale chiamato ad accudire i malati tramite un esercito di quelle che nel linguaggio comune sono definite badanti, alcune delle quali collaborano sin dalla costituzione dell’azienda, ma che le norme indicano come assistenti familiari.

Figure a lungo senza regole ma strategiche (“basti pensare che qualche anno fa le spese per le badanti sono entrate a far parte del paniere Istat”) che l’avvento di società di servizi come Adiura stanno constribuendo a normare. “Negli ultimi ani il fenemone badanti è esploso in modo esponenziale in Italia, ma la mancanza di un albo si fa sentire, non è garantista verso le famiglie. Ci sono anche assistenti che sono con noi sin dal primo giorno. Alcune le abbiamo fidelizzate, sia per coperture temporali in ospedale, altre sono badanti conviventi. Noi non garantiamo lavor, non prendiamo soldi dalle lavoratrici, le assistenti hanno un contratto con la famiglia, mentre sono i nostri clienti che remunerano le spese all’agenzia che essendo anche CAF, cura tutta la fase burocratica per la messa in regola. A seconda delle necessità la società offre il servizio occupandosi di tutto, dalla ricerca della figura professionale idonea alla copertura di ferie, malattie o qualunque problema insorga durante il rapporto di collaborazione.

Cure a domicilio

Uno stop quaindi all’improvvisazione, alle famiglie in balia di sconosciuti, alle badanti senza tutele. E una via privilegiata per poter essere seguiti nel proprio domicilio. “Credo che poter essere seguiti a casa propria sia la volontà di tanti, specie tra la popolazione anziana – commente Gismondi -. Lo è dei malti ma anche dei familiari. Quello che abbiamo cercato di fare è di crescere standard qualitativi e di canalizzare in maniera professionale quello che fino a ieri si faceva col passaparola. Quanto provato in prima persona ci ha spinti a percorrere questa nuova strada imprenditoriale, che è nuova relativamente; non abbiamo inventato nulla ma semplicemente cercato di migliorare quanto già offriva il mercato integrando servizi che a nostro avviso potevano andare incontro alle esigenze delle famiglie. Per questo abbiamo strutturato l’azienda in due grandi branche, assistenza sanitaria con interventi a domicilio di medici, fisioterapisti e infermieri e in parallelo il nostro core business, l’assistenziale, dalla singola prestazione di igiene alla copertura totale H24, sia a casa che in struttura fornendo il servizio in campo pubblico, come negli ospedali di Ravenna, Faenza,Lugo e Cervia, che privato, come Villa MAria Cecilia di Cotignola e la San Pier Damiano di Faenza con cui collaboriamo. Come in tutti i lavori, forse in quello dell’assistenza ancor di più, la differenza la fa il personale. Scopo della nostra agenzia è quello di fornire il fattore umano che possa garantire professionalità e qualità del servizio”. Gi.ro

fonte: Corriere Romagna

Aprire in Franchising

INVESTI NELL’HOMECARE
APRI IL TUO CENTRO ADIURA

C’è un settore di attività che per sua natura non conosce crisi: quello dell’Home Care, ambito importante e delicato, dove da sempre professionalitàcorrettezza e discrezione fanno la differenza e dove anche l’innovazione gioca un ruolo fondamentale.

Proprio in un’ottica di sviluppo e crescita professionale del settore Home Care, ma non solo, la nostra azienda, con un’esperienza più che decennale, ha immesso sul mercato il progetto Adiura, una formula franchising che mira ad agevolare l’avvio di attività imprenditoriali in questo ambito, fornendo supporto formativotecnicologistico e commerciale.

L’adesione al franchising Adiura permette a chi voglia iniziare un’attività in proprio in questo settore, di operare riducendo i costi di avvio e con un’organizzazione alle spalle che garantisce la massima redditività, la nostra struttura mette a disposizione:

  • Corner Aziendale
  • Agenzia Assistenza Anziani
  • Casa Famiglia
  • Comunità alloggio
  • Centro Diurno
  • RSA

Adiuraleader nell’Home Care, ti offre l’opportunità di intraprendere un’attività redditizia e di forte valore sociale, con tutta la sicurezza della formula del franchising. Nel contesto sociale odierno, l’assistenza domiciliare professionalequalificata e trasparente è una necessità quanto mai essenziale e rappresenta un settore in grande sviluppo.

Alle basi dell’attività di Adiura c’è la convinzione che la qualità della vita umana, in ogni momento della nostra esistenza, sia un bene fondamentale da proteggere, soprattutto in momenti di malattiaanzianitàdipendenza fisica e/o psicologica.

UN PORTALE ESCLUSIVO PER GLI AFFILIATI

In esclusiva i nostri affiliati dispongono di un portale on line che smista le richieste sia del personale assistenziale che dei clienti! Superando la difficoltà del franchisee nel reperimento della clientela e del personale.

Inoltre puoi aprire il tuo centro Adiura usufruendo dei numerosi vantaggi messi a disposizione dalle formule di incentivo all’imprenditoria:

  • La prima è rappresentata dall’aiuto principale “all’imprenditoria rosa
  • La seconda opportunità sono gli aiuti di “ Invitalia
  • La terza opportunità è rappresentata con il bando “Resto al Sud

I SERVIZI ADIURA ALLA FAMIGLIA

servizi alla famiglia sono ormai da tempo demandati al settore privato. Sono molte le attività che si concentrano soprattutto sugli anziani, per garantire agli stessi una vita serena e confortevole nonostante gli acciacchi dell’età o la presenza di patologie più importanti.

ASSISTENZA ANZIANI

  • Servizi assistenziali (badanti) saltuari e continuativi, giornalieri e notturni, per il fine settimana o 24 ore su 24, in base alle reali necessità
  • Servizi di assistenza ospedaliera diurna e notturna
  • Assistenza infermieristica domiciliare
  • Assistenza anziani
  • Prelievi a domicilio e consegna dei referti
  • Flebo, iniezioni, cateterismi, lavaggi, medicazioni semplici e complesse, cicli di iniezioni ed insulina
  • Prevenzione e cura delle lesioni da decubito

SERVIZI MEDICI SPECIALISTICI

  • Servizi medici specialistici, diagnostici e terapeutici al domicilio
  • Consulenza psicologica
  • Trasporto ed accompagnamento
  • Servizio di podologia, salute e cura del piede
  • Assistenza ed aiuto prima e dopo il parto, alla madre ad al neonato
  • Consulenza ed assistenza legale su contratti ed attività assistenziale
  • Fisioterapia riabilitativa, ginnastica correttiva, massaggi terapeutici a domicilio o in strutture
  • Detrazione fiscale
  • Didattica sulle tecniche assistenziali

ADIURA, FIDELIZZA I CLIENTI CON IL CAF

CAF

 

  • Consulenza riguardante il CCNL
  • Predisposizione della lettera di assunzione
  • Attuazione di tutte le pratiche burocratiche necessarie per la regolarizzazione del rapporto di lavoro
  • Elaborazione delle buste paga mensili
  • Generazione e spedizione del MAV per il pagamento dei contributi INPS da versare trimestralmente
  • Redazione del CUD Annuale
  • Gestione del licenziamento ed emissione della busta paga finale con calcolo TFR e tutte le competenze maturate previste dal CCNL
  • 730 Dichiarazione dei redditi riguardante lavoratori dipendenti, collaboratori coordinati e continuativi e pensionati
  • Unica Dichiarazione dei redditi riguardante tutti coloro che non possono (o non vogliono) presentare modello 730, purchè non abbiano redditi da impresa
  • ISEE Indicatore della situazione economica del cittadino, attraverso il quale accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità
  • Successioni Dichiarazione degli eredi del deceduto, da presentare all’Ufficio del registro competenze.

Adiura, una vasta gamma di formule in affiliazione, oltre a quelle già presenti e attive: Corner, Agenzia e Casa Famiglia, abbiamo esteso la gamma anche a Centro Diurno, Comunità alloggio e Rsa.

Le strutture assistenziali rivolte agli anziani sono piuttosto difficili da identificare, poiché ve ne sono di molte tipologie diverse. La classificazione più semplice e immediata è quella che le suddivide in Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e in Residenze Assistenziali (RA).

La prima categoria comprende quelle strutture che prevedono un livello medio di assistenza sanitaria, vale a dire medica, infermieristica e riabilitativa, integrato da un livello alto di assistenza tutelare e alberghiera. Esse sono rivolte ad anziani in condizioni di non autosufficienza, anche parziale, e non assistibili a domicilio. Sono comprese nelle RSA le case di riposo e le case protette.

Le RA, invece, sono rivolte ad anziani totalmente o parzialmente autosufficienti, non bisognosi di assistenza sanitaria specifica e continua. Le prestazioni di medicina generale, attività infermieristiche e riabilitative possono essere assicurate direttamente all’interno della struttura o dai servizi sanitari distrettuali, secondo la tipologia specifica di RA. Questa categoria comprende, oltre alle case famiglia, le comunità alloggio.

 

 

La parola ai protagonisti

Parla Stefano i Gismondi, socio del brand:

Da Novembre 2018 un nuovo portale che riscosso un enorme successo ed ha azzerato le difficoltà dei Franchisee in fase di start up.

Adiura Franchising network si propone l’obiettivo di sostenere le famiglie nel momento in cui decidono di ricorrere ad un assistente familiare (la cosi detta “badante”) e si trovano ad affrontare la difficile scelta di inserire una persona “estranea” nella casa di un congiunto non più in condizioni di autosufficienza.

I problemi da affrontare sono molteplici: la difficoltà di convincere l’anziano sui vantaggi di questa scelta, la selezione della persona più adatta alle specifiche esigenze del familiare, la necessità di ridisegnare gli spazi domestici per l’arrivo di una persona “in più”, ecc.In questo frangente solo una piccola parte della popolazione, quella in maggiori difficoltà socio economiche, si rivolge al servizio pubblico, la  stragrande maggioranza delle famiglie gestisce in solitudine con incertezze e preoccupazione, una risorsa che, proprio perchè individualizzata e domiciliare, interviene in un contesto segnato da profonde relazioni affettive, messe in crisi dalla consizione di dipendenza del familiare. Stefano Gismondi, socio del brand, ci descrive le strategie dell’imminente futuro e fa un bilancio del 2018.

Che bilancio fate dell’anno appena concluso?

“L’azienda sta crescendo in maniera esponenziale, anche le affiliazioni vanno di pari passo”.

Strategie future per il 2019. Quali le principali attività da continuare e portare avanti e quali progetti futuri?

“A Novembre 2018 abbiamo sviluppato un portale dedicato alle famiglie e gli assistenti domiciliari: www.badantiitalia.com, che ha riscosso un enorme successo ed ha azzerato le difficoltà dei franchisee in fase di start up poichè il portale costituisce un hub che convoglia la domanda con l’offerta.”

Perchè affiliarsi al vs brand?

“Perchè abbiamo una gamma di formule in affiliazione e siamo i più completi sul mercato, disponiamo del corner per chi ha già un’attività correlata (per esempio uno studio medico), dell’agenzia per chi vuole diventare imprenditore, della formula casa famiglia per chi invece ha un immobile e invece di affittarlo con i rischi connessi vuole guadagnarci davvero. Ribadisco inoltre che grazie alle nostre strategie abbiamo azzerato lo start up dell’affiliato.

fonte: AZ Franchising

Nessuna tassa per le badanti, gli 80 euro per ora restano”

ROMA – il governo studia ora la possibilità di mettere in campo un nuovo intervento che possa rilanciare consumi e domanda interna, e quindi la crescita: l’assegno unico per i figli, che li accompagni da 0 a 18 anni, riscrivendo completamente gli attuali sostegni alla famiglia e alla natalità e assorbendo, in chiave familiare, anche il bonus degli 80 euro.

Una misura che il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, non cita mai in Parlamento – davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato – dove esclude invece che il bonus del governo Renzi venga eliminato già con la prossima manovra: “E’ intenzione del governo – aggiunge – avviare una più generale riforma dell’Irpef, ma non si può fare nei pochi giorni che ci separano dalla manovra”.

Al momento, precisa, la “priorità” è abbassare “le tasse sul lavoro dipendente”. Mentre è escluso qualsiasi intervento sulle badanti: “E’ una fake news”, dice il ministro liquidando così le voci che vedrebbero le famiglie diventare sostituti di imposta per le badanti che impiegano.

Il titolare di via XX Settembre torna a parlare anche di Iva: “L’aumento dell’Iva non è una delle fonti di finanziamento della manovra”; ma “questo non esclude che si possano valutare rimodulazioni”, dice. L’obiettivo, spiega, è quello di avere un “più equo ed efficace meccanismo delle aliquote” al momento “non sempre razionale”. I ritocchi Iva possono “anche costituire un volano a incentivi a forme di pagamento digitale”, spiega ancora, parlando della moneta elettronica come di un “passaggio fondamentale per la modernizzazione del Paese”.

I sindaci da parte loro chiedono ad esempio una riduzione dell’Iva al 5% per gli investimenti ecologico, mentre si allarga il dibattito sull’opportunità di abbassare l’imposta su alcuni beni, a partire da pannolini e assorbenti, magari alzandola su alcuni beni di lusso (si fa sempre l’esempio del tartufo). Difficile però un intervento a costo zero.

Inizialmente la rimodulazione dell’Iva era stata immaginata per recuperare 5 miliardi di coperture. Che al momento ancora non avrebbero trovato una sostituzione certa. Una mano arriverà dalla stretta sulle false compensazioni dei contributi Inps, da cui ci si attende tra 1 e 2 miliardi.

Con la manovra “abbiamo cercato di essere quanto più espansivi possibili”, ha spiegato Conte ai sindacati, nonostante il quadro internazionale deteriorato e gravido di rischi, e i margini ridotti per la “pesante eredità” delle clausole di salvaguardia sull’Iva, come le ha definite Gualtieri anche in Parlamento.

Stesso ragionamento che il ministro aveva già illustrato in mattinata alle imprese, cui ha assicurato che l’iperammortamento, lo sconto al 250% per le imprese che investono in innovazione e nella trasformazione 4.0, non solo sarà rifinanziato ma sarà anche allargato “agli investimenti che favoriscano la transizione verso l’economia circolare e la sostenibilità ambientale, uno dei grandi assi della nostra politica economica”. Per stimolare gli investimenti, pubblici e privati, ci saranno “15 miliardi aggiuntivi nel triennio”.

L’intervento sulle famiglie, invece, potrebbe accompagnarsi a quello sul cuneo fiscale, bandiera dei democratici e cara anche ai sindacati che chiedono a gran voce di rafforzare “le buste paga”. Troppo pochi i 2,7 miliardi stanziati in manovra, hanno detto a chiare lettere al premier, Giuseppe Conte, incontrato a Palazzi Chigi insieme a Gualtieri.

Cgil, Cisl e Uil saranno comunque, nei prossimi giorni, ad altri quattro tavoli tecnici che, un po’ a sorpresa, comprendono anche la revisione della legge Fornero sulle pensioni. Tema che si aggiunge agli investimenti e Sud, al pubblico impiego (per il quale il governo si è impegnato a stanziare 5,4 miliardi nel triennio) e alle modalità di riduzione delle tasse sul lavoro.

tratto da https://www.repubblica.it/economia/2019/10/07/news/gualtieri_economia_nessuna_tassa_per_le_badanti_gli_80_euro_per_ora_restano_-237940493/

Morbo di Alzheimer: ricerca italiana fa sperare per la cura della malattia

Una nuova ricerca italiana rivoluziona gli studi sul morbo di Alzheimer. La malattia sarebbe legata alla dopamina. Una scoperta che potrebbe portare alla creazione di cure più efficaci in futuro.

Una scoperta italiana potrebbe rivoluzionare gli studi e le cure per il morbo di Alzheimer. La ricerca lega la perdita di memoria alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore collegato ai disturbi dell’umore. Grazie alla scoperta, potrebbero nascere farmaci più efficaci nella lotta alla malattia che colpisce più di mezzo milione di persone, soprattutto oltre i sessant’anni.

Morbo di Alzheimer: i numeri nel mondo

I dati sulla diffusione del morbo di Alzheimer sono forniti dall’Alzheimer’s disease International, federazione legata all’Organizzazione mondiale della Sanità. La malattia colpisce ben 47 milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, la cifra è destinata a salire e toccherà i 76 milioni di casi entro il 2050. Di fronte a questi numeri, gli scienziati di tutto il mondo sono uniti per cercare delle soluzioni. Il primo step da risolvere è scoprire quali sono le origini della malattia. Ed è qui che lo studio italiano apre degli orizzonti interessanti.

Morbo di Alzheimer: lo studio italiano

La ricerca è frutto di uno studio congiunto tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e la Fondazione Ircss Santa Lucia. Il team guidato da Marcello D’Amelio ha scoperto una relazione tra la morte dei neuroni dell’area tegmentale ventrale (quella nella quale si produce la dopamina) e il cattivo funzionamento dell’ippocampo che determina la perdita dei ricordi, una delle conseguenze più gravi del morbo di Alzheimer.

Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications, una delle riviste più accreditate nel mondo scientifico.

Secondo i ricercatori, “la perdita di memoria e la depressione sono due facce della stessa medaglia nell’Alzheimer”, in quanto strettamente correlate fra loro. Tra i pazienti affetti dal morbo, sono spesso stati evidenziati forti cambiamenti di umore. Con la scoperta italiana questo nesso è confermato: tali disturbi sono correlati all’insorgere della patologia.

Ripristinando il livello di dopamina attraverso alcune terapie mirate, tra cui l’uso di L-Dopa, un amminoacido precursore della dopamina, sarebbe possibile recuperare ricordi e motivazione.

Morbo di Alzheimer: la cura è ancora lontana
Anche se una cura al morbo di Alzheimer è ancora lontana, la ricerca italiana apre orizzonti molto interessanti. I nuovi studi nel campo potranno ora concentrarsi su un campo specifico. Trovare soluzioni per evitare la morte dei neuroni della dopamina e concentrare gli studi sull’area tegmentale ventrale. È lì che potrebbero essere “nascoste” le origini della malattia.

fonte: https://www.ambientebio.it/salute/morbo-di-alzheimer-ricerca-italiana-cura/?fbclid=IwAR3siq4BdfCoMQUXVzIIu_C05jRqJeCgfySAV6XvW5qh3GeK4LdH4p0seok

ADIURA E I FINANZIAMENTI PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

Adiura è dalla parte delle donne – Donna CAREGIVER della famiglia

La donna tradizionalmente guida le scelte relative agli stili di vita della famiglia e “si prende cura” della salute della propria famiglia. Dall’alimentazione ai controlli medici, se le scelte e le azioni attuate sono adeguate e corrette, esse diventano uno strumento attivo di buone pratiche di prevenzione e di promozione della salute per tutti i componenti del nucleo familiare: adulti, bambini e spesso anziani.

E’ attraverso la salute della donna che passa la salute della famiglia e di una società

Le donne rivestono quindi un ruolo di health driver della cui importanza in casa e nella società forse non si rendono neanche conto, eppure sono proprio le misure di prevenzione adottate per se stesse e per i propri familiari che possono influire e condizionare lo stato di salute presente e futuro. 
E’ attraverso la salute della donna che passa la salute della famiglia e di una società. Solo a titolo di esempio basti pensare alla scelta di assumere acido folico in previsione di una gravidanza, alla scelta di vaccinare o meno un figlio, alle scelte alimentari e alla scelta dell’attività sportiva di un figlio o di attività più o meno attive, che incidono sullo sviluppo di obesità e così via.

Donna come caregiver

Ma la donna non è solo health driver, spesso è anche colei che si prende cura del familiare fragile perché malato, disabile o anziano la cosiddetta caregiver; il 46° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del paese ha evidenziato che tale ruolo è ricoperto da donne nel 70% dei casi.
Mentre però nel ruolo di health driver, soprattutto per quanto riguarda la promozione della salute dei figli, generalmente la donna ha dalla sua parte l’età e le forze per farlo e spesso anche il sostegno del partner ed un contesto sociale favorevole a supportarla, nel ruolo di caregiver, figura di riferimento essenziale per il soggetto non autosufficiente, la situazione è spesso completamente diversa.
In presenza di un familiare affetto da una malattia grave, la caregiver si fa carico della nuova realtà aggiuntiva ad una quotidianità già complessa e faticosamente gestibile (conciliazione lavoro, casa, il resto della famiglia etc.) con dispendio di energie e risorse fisiche e psichiche che non vengono reintegrate in alcun modo. In questi casi le donne dovrebbero poter contare su figure di supporto all’assistenza domiciliare, dovrebbero rispettarsi, tutelare le proprie condizioni e trovare degli spazi per se stesse proprio per la salvaguardia della propria salute fisica e psichica, un po’ come ci viene insegnato quando saliamo a bordo di un aereo: in caso di difficoltà pensa prima a te stesso per essere in grado di aiutare poi gli altri.

“Azioni positive per l’imprenditoria femminile”

Incominciando ad analizzare le varie possibilità di finanziamento, per poter avviare la propria attività, anche con la formula del franchising. Partiamo da quella che rappresenta l’aiuto principale “all’imprenditoria rosa” a caratura nazionale, ovvero, in data 14 marzo 2013 è stata sottoscritta la Convenzione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia e delle finanze, successivamente approvata con decreto del 15 aprile 2013 (registrato alla Corte dei conti, Reg.n.6, Fog.n.250 in data 16 luglio 2013), con cui è stata costituita una Sezione speciale del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese al femminile di accedere con maggiore facilità a forme di credito grazie alla garanzia dello Stato. Concretamente, queste agevolazioni consistono in 3 diversi finanziamenti:

  • “Investiamo nelle donne” – finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa ovvero della libera professione;
  • “Donne in start-up” – finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese a maggioranza femminile;
  • “Donne in ripresa” – finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle PMI e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/ricerca?searchword=imprenditoria+femminile&searchphrase=all&dataInizio=2018-07-26+00%3A00%3A00&dataFine=2018-07-26+23%3A59%3A59&ordering=category&op=Cerca

La seconda opportunità sono gli aiuti di Invitalia, che, hanno come obiettivo quello di favorire l’autoimpiego e la micro imprenditoria, i quali, grazie al franchising trovano la sicurezza di un business di successo. Le imprese idonee a ricevere tali finanziamenti, sono le PMI (non più di: 50 dipendenti, 5 milioni di attivo a bilancio e non più di 7 milioni di fatturato totale), con a capo una maggioranza di quote rosa per almeno 5 anni, ovvero, nel caso di:

  • Società cooperative o di persone, la presenza femminile deve essere pari almeno al 60%.
  • Società di capitali, almeno il 75% delle azioni devono essere controllate da donne.
  • Imprese individuali, il titolare della ditta deve essere una donna.

Questi finanziamenti agevolati in linea di massima possono essere usati per coprire le spese di:

  • Acquisto immobilizzazioni materiali (macchinari, impianti, automezzi, ecc…), ad esclusione dei terreni e fabbricati.
  • Acquisto immobilizzazioni immateriali (brevetti, software, ecc…).
  • Business Plan.
  • Opere murarie.
  • Beni usati (solo per acquisto di attività preesistenti).
  • Attività preesistenti.

https://www.invitalia.it/
La terza opportunità è rappresentata sempre da Invitalia con il bando “Resto al Sud”. Se risiedi in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, Invitalia ha predisposto un progetto per coloro che vogliono avviare un’attività al Sud utilizzando l’opportunità rappresentata dal bando, appositamente realizzato per incentivare i residenti o che decidano di andare a risiedere al sud e avviare un’attività d’impresa.
https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/creiamo-nuove-aziende/resto-al-sud
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Legge 104, in arrivo circolare Inps per l’assegno da 1900 euro

Se ne era già parlato qualche tempo fa ma ora il bonus da 1900 euro per chi assiste familiari disabili con la legge 104 pare essere vicino a un punto di svolta. È stata infatti annunciata una circolare Inps che delineerà la forma dell’assegno, i destinatari e le modalità di richiesta di una delle misure inserite nel Testo Unico in materia di caregiver familiari.

COS’È – Il bonus assistenza familiari rientra nel pacchetto di misure previste in favore di coloro che assistono un proprio familiare con disabilità, più tecnicamente noti come “caregivers”. Il bonus, di importo pari ad euro 1.900 è riservato a chi presta assistenza ad un proprio familiare disabile di età pari o superiore agli 80 anni, entro il terzo grado di parentela.

CHI NE HA DIRITTO – Ad averne diritto saranno:

  • i caregiver che forniscono assistenza a un familiare disabile, di età pari o superiore a 80 anni, entro il terzo grado di parentela;
  • i caregiver che possiedono lo stato di famiglia contenente il nome del familiare assistito e Isee 2018;
  • i caregiver senza reddito o con reddito Isee inferiore a euro 25mila annui, per fruire del bonus in forma di detrazione fiscale;
  • i caregiver privi di reddito o totalmente o parzialmente incapienti, per fruire del bonus come contributo in soldi erogato dall’Istituto di previdenza sociale.

COME VIENE EROGATO – Può essere erogato in due modalità differenti:

  • sotto forma di detrazione fiscale, per coloro che assistono un familiare disabile ottantenne entro il terzo grado di parentela, a condizione che sia senza reddito o abbia un reddito Isee inferiore ad euro 25mila all’anno. L’erogazione, in questo modo, comporta una riduzione dell’Irpef pari al 19% delle spese sostenute per l’assistenza, fino ad un massimo di 10mila euro annui. Per l’ottenimento del bonus, il caregiver è tenuto a presentare ed a conservare lo stato di famiglia contenente il nominativi dell’assistito, nonché l’Isee;
  • sotto forma di contributo monetario erogato dall’Inps, avente durata di 1 anno.

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tratto da: https://quifinanza.it/lavoro/legge-104-in-arrivo-circolare-inps-per-assegno-da-1900-euro/215203/?ref=libero